Energia, bene Antitrust, istruttoria partita anche grazie ai nostri reclami. Da tempo Federconsumatori contesta comportamenti non rispettosi nei confronti degli utenti

E’ certamente una buona notizia l’avvio, da parte dell’Autorità Garante per la Concorrenza e Mercato, di procedimenti istruttori a carico di quattro società operanti nella fornitura di energia elettrica e gas nel mercato libero.
Altre 25 società sono sotto la lente d’ingrandimento del Garante, e sono state chiamate a fornire documentazione in merito a possibili comportamenti non rispettosi dell’art. 3 del DL 115 (Aiuti bis), che tra le altre cose ha sospeso fino al 30 aprile 2023 l’efficacia delle clausole contrattuali che consentono alle società di vendita di modificare il prezzo di fornitura.
Federconsumatori Emilia-Romagna, assieme alle strutture territoriali ed in costante contatto con il livello nazionale, è attiva da mesi nel contestare alle aziende fornitrici di energia comportamenti non rispettosi di quel decreto e della legge che lo ha recepito.
Per parte nostra abbiamo contribuito a questo primo esito presentando al Garante i reclami di cittadini della nostra Regione, per i quali le variazioni unilaterali comunicate dalle aziende sono, oltre che ingiuste, insostenibili.
Tra i casi seguiti nei territori quello di un utente che ha ricevuto una disdetta unilaterale il primo giorno dell’attivazione della fornitura e di chi ha ricevuto proposte di aggiornamento prezzo del 600%.
E’ una vicenda che riguarda centinaia di migliaia di cittadini anche nella nostra Regione; Federconsumatori seguirà le evoluzioni di questi e di altri eventuali procedimenti, continuando a collaborare fattivamente con l’Autorità Garante.
Invitiamo infine i cittadini che dovessero ricevere comunicazioni relative a modifiche unilaterali da parte del proprio gestore di energia elettrica e gas, a verificarne la correttezza presso i nostri sportelli.

Bologna, 19 ottobre 2022

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “ S.M.

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Dal 1° maggio l’adeguamento delle tariffe di Trenitalia Tper. Incremento per i biglietti di corsa semplice, invariati gli abbonamenti

La Regione Emilia-Romagna ha deliberato l’adeguamento delle tariffe di Trenitalia Tper già a partire dal prossimo 1 maggio 2022. Un adeguamento previsto dal contratto di servizio in vigore dal giugno 2019 che prende a riferimento il tasso di inflazione programmato per ciascun anno. Come precisa la Regione, si tratta del primo adeguamento dal 2016.
Il provvedimento, già deliberato dal Giunta dell’Emilia-Romagna, prevede che a decorrere dal 1 maggio 2022 venga applicato un aumento medio del 7,5% ai soli biglietti di “corsa semplice” ai servizi svolti sulla rete nazionale di RFI, lasciando invariato il costo delle diverse tipologie di abbonamenti. Un incremento importante e che, secondo la Regione, rimarrà l’unico fino al 2025.
Ad ulteriore sostegno al provvedimento la Regione Emilia-Romagna evidenzia come le attuali tariffe del trasporto ferroviario regionale siano inferiori a quelle praticate dalle regioni limitrofe, mentre gli investimenti prodotti consentono di fornire un servizio efficiente e con materiale rotabile nuovo.
Federconsumatori Emilia-Romagna riconosce le importanti iniziative della Regione a favore del trasporto pubblico, con la gratuità degli abbonamenti per gli studenti under 19 e la possibilità dell’utilizzo gratuito dei bus nelle città-capoluogo per gli abbonati di Trenitalia Tper. Rileva però la rischiosità di introdurre aumenti tariffari del trasporto pubblico in questa fase già tanto critica e difficile per il contenimento dei prezzi ed esprime la preoccupazione che ciò possa accentuare effetti inflattivi più generali.

Bologna, 29 aprile 2022

Federcomnsumatori Emilia Romagna

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “SM

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#acquazerosprechi2022

Campagna di sensibilizzazione di Federconsumatori Emilia Romagna

Il più grande fiume d’Italia, il Po, è ai minimi storici della sua portata. Gli Appennini sono sgombri da tempo dalla poca neve caduta in inverno, mentre le precipitazioni piovose sono assenti da mesi; una situazione drammatica dal punto di vista idrico è alle porte.
Il settore agricolo è già oggi in difficoltà, e si prospettano mesi drammatici per molte colture e per i raccolti in generale. Una situazione che si ripercuoterà nuovamente sui prezzi al dettaglio, peggiorando ancora la condizione per le famiglie con redditi medio bassi.
Da tempo questa situazione non può più essere definita eccezionale, ma parte di quel rapido cambiamento climatico determinato dai comportamenti insensati dell’uomo e dall’incapacità dei Governi di adottare risposte adeguate. Federconsumatori Emilia-Romagna lancia un appello agli utenti domestici, alle attività economiche, agli Enti pubblici ed al mondo della Scuola perché si affermi un modello di consumo della risorsa idrica attento, responsabile e parsimonioso.
E’ importante che i soggetti pubblici (Regione, Province, Comuni, autorità preposte alla gestione delle acque) si facciano al più presto promotori di iniziative, che coinvolgano le rappresentanze degli utenti, famiglie e imprese, per convergere sull’obiettivo di contenere i consumi in modo sensibile, senza attendere il periodo pre-estivo, come avviene di solito in queste situazioni.
Anche i gestori sono chiamati a un ruolo importante di sensibilizzazione sulla riduzione dei consumi, oltre che ad accelerazione gli interventi sulle perdite della rete idrica, che rimangono a livelli elevatissimi.
Federconsumatori, anche aderendo alla sollecitazione della Regione Emilia-Romagna, lancia fin d’ora la campagna di comunicazione

#acquazerosprechi2022

rivolta ai consumatori, con alcuni semplici ma efficaci consigli per utilizzare correttamente e risparmiare risorsa idrica.


Infine Federconsumatori Emilia Romagna chiede di aprire un confronto a livello regionale e territoriale che metta in campo attività e misure concrete contro gli sprechi, per il contenimento e la valorizzazione della risorsa acqua.

S.M.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “
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Benzina: costi divenuti insostenibili, è necessario azzerare le accise. Il risparmio per le famiglie sarebbe di 874 Euro annui

Continua la corsa dei prezzi dei carburanti, che oggi superano quota 2,00 Euro al litro (nel dettaglio 2,12 la benzina e 2,17 il diesel).

Un costo insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini, che pagano tali aggravi in termini di rincari generalizzati sui prezzi di beni e servizi. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato le stime relative agli aggravi che le famiglie dovranno fronteggiare nel 2022, calcolando che i rincari complessivi ammonteranno a +2.354,98 Euro. Di questi, ben 478 sono imputabili ai soli carburanti, visti gli aumenti già registrati da gennaio ad oggi.

Si tratta di una situazione allarmante, che il Governo è chiamato ad affrontare con urgenza disponendo l’azzeramento totale delle accise e una forma di sgravio ulteriore, ad esempio sotto forma di credito di imposta, per i mesi di marzo e aprile, per le aziende di autotrasporto. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che oltre l’86% dei beni nel nostro Paese sono trasportati su gomma, per questo è fondamentale intervenire per scongiurare il blocco delle attività di fornitura di beni nei punti vendita, che comporterebbe difficoltà nel reperimento dei prodotti, corsa all’accaparramento e possibili fenomeni speculativi.

Le accise, che da tempo gravano sui carburanti, sono aggravate dall’IVA: un meccanismo assurdo ed inspiegabile che denunciamo da tempo e che, oggi, appare ancor più inaccettabile.

“Ecco perché, al fianco di una necessaria riforma e revisione complessiva di accise e oneri che appesantiscono i costi di bollette e carburanti, è necessario avviare in questa fase misure straordinarie, agendo immediatamente per decreto.” Afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

Azzerando le accise (che ammontano a circa 0,72 Euro al litro per la benzina e 0,62 per il gasolio), la benzina oggi costerebbe 1,39 Euro al litro e il gasolio 1,55 Euro al litro, con un risparmio, in termini annui, di circa 874 Euro.

Un risparmio ulteriore, pari a 228 Euro annui, si avrebbe applicando ai carburanti l’IVA agevolata al 10% e non, come avviene oggi, al 22%.

Inoltre, invitiamo ad effettuare maggiori controlli e a sanzionare severamente chi tenta di lucrare su tale situazione, aumentando impropriamente i prezzi già così elevati o facendo leva su costi più convenienti per vendere carburante contraffatto.

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Tariffe idriche 2021 in Emilia Romagna: Bologna la meno cara, a Forlì Cesena la spesa più alta. L’indagine di OPTER di Federconsumatori segnala enormi differenze tra le provincie.

In un periodo difficile, nel quale gli aumenti di prezzo stanno incidendo pesantemente sulla condizione delle famiglie, è utile focalizzare l’attenzione sulla spesa per un servizio essenziale, come quello della fornitura idrica, con un confronto tra i comuni capoluogo dell’Emilia Romagna. La formula per la determinazione della tariffa idrica, notevolmente complicata per i non addetti ai lavori, è stabilita da ARERA, che ha anche, dopo un passaggio in ATERSIR, l’ultima parola sulla sua validazione. Sul costo in bolletta per l’utente finale incidono molteplici fattori non immediatamente percepibili dal consumatore, come ad esempio i costi per captazione, i costi di depurazione e gli investimenti, che possono variare in modo significativo da territorio a territorio. Di conseguenza le tariffe, pur rimanendo in un ambito omogeneo come quello regionale, sono sensibilmente differenti. La gestione del servizio idrico, nei capoluoghi della regione, è affidata a IRETI (IREN) lungo l’asse Piacenza Reggio Emilia e a HERA per i restanti comuni; in regione operano anche, per porzioni di territorio più piccole, società di gestione in genere controllate dagli Enti Locali
OPTER, l’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Federconsumatori Emilia Romagna, (fonte dati Atersir, che ringraziamo), ha valutato i costi che hanno sostenuto le famiglie nel 2021, prendendo a riferimento l’utenza domestica “tipo”, vale a dire tre persone con un consumo medio di 150 metri cubi. La città meno cara risulta essere Bologna con una bolletta annua (comprensiva dell’IVA al 10%), di 245 euro, mentre le più onerose sono Forlì e Cesena con 438 euro, il 79% in più di Bologna.
Nella fascia alta anche Parma (426 euro), Rimini (420 euro) e Ferrara (412 euro). Poco al di sotto dei 400 euro Reggio Emilia (389 euro), Piacenza (377 euro) e Ravenna (374 euro). Soltanto la città di Modena ha un dato non lontano da Bologna, con 282 euro di bolletta annua. Nella provincia di Modena, oltre a Hera, opera nell’area di Carpi e Mirandola AIMAG, con costi che per la famiglia tipo hanno raggiunto nel 2021 i 338 euro.
Rispetto al 2020 la percentuale di incremento maggiore si registra a Rimini con +5,8%, mentre gli altri capoluoghi segnano aumenti tra l’1 e il 3%, e le uniche città che segnano un decremento sono Ferrara con -1,7% e Ravenna che piazza un – 7%.
Scomponendo la bolletta, altri dati sono interessanti: i costi di depurazione raggiungono a Forlì Cesena i 125 euro, mentre a Bologna si fermano a 81 euro. Una forbice confermata anche dai costi di fognatura, con Forlì e Cesena a 52 euro, e Bologna a 33 euro. Sono assai diverse, tra le città, le politiche sul costo della materia prima attuate dai gestori: ad esempio la tariffa più bassa per la quota di consumo agevolato la registra Bologna con 0,51 euro al metro cubo, mentre il costo più elevato per la quota di consumo eccedente la segna Ravenna, con 3,66 euro.
Veniamo alla differenza, in ciascuna città, tra il costo della quota agevolata e quella in eccedenza, secondo la logica che a bassi volumi di consumo (generalmente 84 mc/anno) si spende meno, mentre sui volumi più alti il costo si innalza. La città che incentiva maggiormente il risparmio della risorsa è Modena dove 1 mc di agevolata costa 0,58 euro, contro i 2,80 di eccedente, che quindi quintuplica. Stesso discorso per Ravenna, e a seguire per Bologna e Forlì Cesena. Sul versante opposto si colloca Ferrara, dove il consumo agevolato risulta inferiore del solo 30% a quello eccedente: 1,91 euro per il primo e 2,72 per il secondo.
La componente cosiddetta “perequativa” con cui ad esempio si sostiene il bonus idrico per gli utenti in difficoltà economiche, è invece uguale per tutti e vale 9,90 euro all’anno.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “

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Raggiunta l’intesa tra le associazioni dei consumatori e Aimag/Sinergas sulla rateizzazione delle bollette

E’ stata raggiunta una intesa tra le principali Associazioni dei consumatori dell’Emilia Romagna ed il Gruppo Aimag, Società multiservizi operativa nei settori della vendita del gas e dell’energia elettrica (con la controllata Sinergas), nel settore idrico e nella gestione della raccolta, recupero e smaltimento rifiuti. I contenuti dell’intesa, che migliora in modo significativo quanto previsto dal Governo in materia di rateizzazione delle bollette, saranno applicati in tutte le nove Regioni dove Sinergas è operativa, con 230.000 utenze complessive. Le Associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione per i contenuti dell’intesa e per il metodo seguito, basato sull’ascolto reciproco. In un momento di grande difficoltà per tantissime famiglie avere migliorato le regole di Legge sulle rateizzazioni e aver allontanato lo spettro del distacco delle utenze rappresenta un risultato significativo.

Un risultato che si aggiunge alle intese raggiunte nei giorni scorsi con Iren e Hera, che per ora non hanno precedenti al di fuori della nostra Regione.

Ecco i contenuti:

I clienti in difficoltà (utenze domestiche) avranno la possibilità di attivare forme di rateizzazione o piani di rientro prima della scadenza della bolletta (condizione migliorativa rispetto ai provvedimenti del governo che prevede la possibilità di rateizzazione da parte dei clienti inadempienti, quindi a bolletta scaduta).
Per le famiglie con bollette emesse da gennaio, fino a tutto il mese di aprile 2022, Aimag e Sinergas confermano la possibilità di rateizzazione delle bollette in 10 mesi, senza applicazione degli interessi. Migliorando le norme di Legge la prima rata è prevista al 30%, e non al 50%. Qualora la bolletta dovesse essere superiore ai 1000 euro sarà possibile richiedere una rateizzazione che va oltre i 10 mesi, anche qui superando le previsione di Legge. Una condizione che ricorre anche per ciò che riguarda i servizi legati ad acqua e rifiuti, per i quali sarà concessa ai richiedenti la possibilità di dilazione dei pagamenti su 3-4 rate.
Rispetto ai distacchi delle utenze, l’insieme delle garanzie e le rateizzazioni messe in campo, e la possibilità di rinegoziare i piani di rientro in sofferenza, dovrebbero consentire la riduzione ai minimi termini del problema, anche a fronte dei percorsi di dialogo con l’utente moroso ed i tempi lunghi per rendere operativo il distacco.

In ogni caso le parti, Associazioni e Gruppo Aimag, hanno previsto per i prossimi mesi un tavolo di confronto a carattere periodico, nel quale affrontare l’insieme dei temi, e tra questi quello dei distacchi. Le associazioni dei consumatori inoltre, attraverso i canali dedicati da Aimag, avranno la possibilità di offrire agli utenti un servizio di tutela rapido e puntuale.
Infine le Associazioni dei consumatori hanno segnalato ad Aimag la grave condizione economica di diversi soggetti del Terzo Settore, e fra questi i Circoli ricreativi e sportivi. Piegati da due anni di pandemia, con la sospensione e la forte riduzione delle attività, queste importanti realtà rischiano oggi un forte ridimensionamento, in alcuni casi la chiusura. Per questo è necessaria una forte attenzione di tutti rispetto ai maggiori costi energetici che dovranno sostenere questi soggetti. Da parte di Aimag è stata garantita la massima attenzione ad un problema reale, nella volontà assolutamente condivisa di non depauperare il territorio dalla presenza di fondamentali realtà aggregative.
I risultati ottenuti con le aziende rafforzano nel frattempo l’impegno delle associazioni affinché le istituzioni locali, Regione e Comuni, attivino interventi concreti a sostegno dei cittadini e delle famiglie.

Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori, UDICON , Adoc , Cittadinanzattiva ER

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Caro bollette, intesa importante con Hera

Con l’accordo raggiunto con Hera, è in via di completamento il quadro delle tutele per gli utenti delle multiutilities della regione Emilia Romagna. Le Associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione per i contenuti dell’intesa e per il metodo seguito basato sull’ascolto reciproco. In un momento di grande difficoltà per tantissime famiglie avere migliorato le regole di Legge sulle rateizzazioni e aver allontanato lo spettro del distacco delle utenze rappresenta un risultato significativo che, per ora non ha precedenti a livello nazionale.
I clienti in difficoltà hanno la possibilità di attivare forme di rateizzazione o piani di rientro prima della scadenza della bolletta (condizione migliorativa rispetto ai provvedimenti del governo che prevede la possibilità di rateizzazione nei confronti di clienti inadempienti, quindi a bolletta scaduta).
Per le famiglie con bollette emesse nel mese di dicembre 2021 (anche in questo andando oltre quanto previsto dalla normativa) fino a tutto il mese di aprile 2022, Hera conferma la possibilità, di rateizzare le bollette in 10 mesi, senza applicazione degli interessi. Hera conferma inoltre la sua disponibilità a valutare per la prima rata il pagamento pari a un terzo della bolletta (anziché il 50% previsto dalla legge). Per casi particolari (bollette superiori a 1000€), sempre su richiesta del cliente, Hera è disponibile a valutare piani di rateizzazione superiori a 10 mesi, superando pertanto quanto previsto dalla legge.
Questa politica di rateizzazione sarà applicabile anche alle bollette multi servizio (includendo anche i servizi non energy – acqua e rifiuti – in deroga migliorativa della norma).
Le azioni messe in campo a tutela dei clienti, in particolare la concessione di un piano rate, e la possibilità di rinegoziarlo in caso di difficoltà da parte del cliente, rende remota la possibilità di sospensione della fornitura per i clienti virtuosi che hanno la volontà di onorare il debito.
Hera è disponibile a svolgere incontri periodici con le associazioni in cui poter fare il punto della situazione, anche in merito alle evidenze relative all’andamento delle sospensioni

Le associazioni dei consumatori, attraverso i canali dedicati da Hera , avranno la possibilità di offrire agli utenti un servizio di tutela rapido e puntuale.

I risultati ottenuti con le aziende rafforzano nel frattempo l’impegno delle associazioni affinché le istituzioni locali, Regione e Comuni, attivino interventi che allontanino ulteriormente il rischio per le famiglie e gli utenti di rimanere senza forniture di gas e elettricità.

Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori, UDICON , Adoc , Cittadinanzattiva Emilia Romagna

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Caro bollette, raggiunto un importante accordo con IREN per gli utenti in difficoltà

Le principali associazioni dei consumatori dell’Emilia Romagna hanno raggiunto con IREN, cui va dato atto della disponibilità dimostrata, un’importante intesa per agevolare gli utenti in difficoltà nel pagamento delle forniture di gas ed energia elettrica, che hanno subito rincari pesantissimi.
All’emissione della bolletta gli utenti in difficoltà, hanno la possibilità di attivare forme di rateizzazione o di piani di rientro.
Per i clienti con bollette di importi elevati IREN è disponibile a valutare, per la prima rata, il pagamento di un importo non inferire al 30% (anziché il 50% come previsto dalla normativa di legge) e per casi particolari (bollette superiori ai 1.000 €) sempre su richiesta, anche un allungamento del numero di rate, superando il tetto di dieci fissato dalla legge.
Iren è altresì disponibile, previa richiesta da parte dei clienti, a rimodulare piani di rientro/rateizzazioni già in corso, qualora costoro non fossero in grado di rispettare quanto concordato.
Gli strumenti sopra descritti consentiranno agli utenti, che pur in difficoltà economiche abbiano la volontà di onorare il debito, di scongiurare eventuali distacchi della fornitura.
Le Associazioni esprimono soddisfazione per il prima intesa raggiunta in Italia che va oltre gli strumenti di tutela messi in campo dal Governo. Si apre ora una fase di serrati confronti con gli altri operatori presenti sul territorio a partire da Hera, accompagnata da un attento monitoraggio sui distacchi per evitare situazioni di grave disagio sociale. Prosegue nel frattempo l’impegno delle associazioni dei consumatori nei confronti del Governo con strumenti di ulteriore attenuazione nonché verso la Regione i Comuni affinché adottino misure che allontanino ulteriormente lo spettro dei distacchi.

Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori, UDICON , Adoc , Cittadinanzattiva Emilia Romagna

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Mascherine FFP2 a 75 centesimi, l’accordo facoltativo tra il Commissario Figliuolo e la associazioni delle farmacie

Crescono le segnalazioni ricevute da Federconsumatori in merito ai forti rincari nei prezzi delle mascherine FFP2, vendute nelle farmacie della nostra Regione. E’ innegabile che sia in corso il tipico meccanismo speculativo ben noto ai consumatori italiani, perché sperimentato nei primi mesi della pandemia, quando le normali mascherine chirurgiche schizzarono anche oltre i 10 euro l’una.
Una speculazione rispetto alla quale Federconsumatori chiese, inascoltata, di verificare se le responsabilità fossero in capo ai produttori, agli intermediari o ai venditori; oppure a tutti questi soggetti. Al netto di qualche indagine sui fatti più clamorosi nessuna risposta è mai stata data a questa domanda.
Ora, con la maggior richiesta dovuta dalle nuove limitazioni introdotte, siamo di fronte a FFP2 vendute a 2 euro l’una, con punte fino a 3 euro. Un prezzo molto distante dai 75 centesimi dell’accordo siglato tra il Commissario per l’emergenza, Figliuolo, e le associazioni Federfarma, Assofarm e Farmacie Riunite. Un accordo rispetto al quale è stata grande l’enfasi dei firmatari, e che è stato presentato nei giorni scorsi omettendo la chiara informazione sulla facoltatività dell’adesione da parte delle Farmacie. Una facoltatività che si sta traducendo ora in una condizione a macchia di leopardo, ma dove prevalgono largamente le macchie nere.
Certo, sul sito di Federfarma viene chiarito che l’adesione delle Farmacie è volontaria, ma non è in questo modo che l’accordo era stato presentato ai cittadini, che oggi, giustamente, protestano. Singolare è poi il mancato coinvolgimento degli Enti Locali nell’accordo, in particolare delle Regioni, cosa che rende ancora più labile il contenuto degli impegni sottoscritti. Che sia stato nullo anche il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori invece, purtroppo, non è una notizia.
Contemporaneamente all’innalzamento dei prezzi le FFP2 sono sempre più di difficile reperimento. Siamo quindi di fronte a speculazioni che non toccano solo le tasche dei cittadini, ma che mettono a rischio la salute pubblica.
Per Federconsumatori non è tollerabile che si ripeta quanto accaduto nel 2020; la risposta non possono essere i “pannicelli caldi”, gli accordi che evocano la buona volontà, ma bisogna andare con decisione verso prezzi imposti, accompagnati da controlli su tutta la filiera, per identificare e sanzionare i comportamenti speculativi. Per il momento invitiamo i cittadini a continuare a segnalare a Federconsumatori le farmacie che non applicano l’accordo sottoscritto dalle loro associazioni.

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Buoni fruttiferi postali: il Tribunale di Roma dichiara inammissibile la class action sui buoni serie Q. Federconsumatori valuta le azioni da intraprendere ritenendo le motivazioni opinabili

È di stamattina la comunicazione dell’ordinanza del Giudice del Tribunale Civile di Roma che, inaspettatamente, ha dichiarato l’inammissibilità della class action presentata dalla Federconsumatori a tutela dei risparmiatori in possesso dei buoni fruttiferi postali della serie Q nei confronti di Poste Italiane.

Una decisione inspiegabile e “irrituale”, che con motivazioni per certi versi discutibili, persino su punti mai messi in discussione nei Tribunali di merito, ha disposto l’inammissibilità dell’azione di classe che mirava al riconoscimento del giusto corrispettivo spettante ai possessori dei buoni.

Sui buoni fruttiferi della serie Q emessi tra il 1 luglio 1986 e il 31 ottobre 1995, già alcuni Tribunali di merito (tra cui il Tribunale di Bergamo con la sentenza n.1390/2020) si erano pronunciati affermando che la capitalizzazione degli interessi che maturano sui buoni fruttiferi postali deve avvenire al lordo della ritenuta fiscale; il Tribunale di Roma , ritenendo inammissibile l’azione di classe intrapresa per carenza dei presupposti della stessa, non ha consentito l’accertamento nel merito della fondatezza delle ragioni dei risparmiatori.

“Esistono fondati motivi, a nostro avviso, per ritenere impugnabile il pronunciamento odierno. – afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori – In tal senso stiamo valutando con la Consulta Giuridica quali azioni intraprendere. La vicenda non finisce qui: prenderemo in esame ogni strada possibile per ottenere la giusta tutela dei cittadini coinvolti, rimettendo, laddove se ne accerteranno le condizioni, ai Giudici superiori la questione dell’ammissibilità dell’azione intrapresa.”

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