Energia, bene Antitrust, istruttoria partita anche grazie ai nostri reclami. Da tempo Federconsumatori contesta comportamenti non rispettosi nei confronti degli utenti

E’ certamente una buona notizia l’avvio, da parte dell’Autorità Garante per la Concorrenza e Mercato, di procedimenti istruttori a carico di quattro società operanti nella fornitura di energia elettrica e gas nel mercato libero.
Altre 25 società sono sotto la lente d’ingrandimento del Garante, e sono state chiamate a fornire documentazione in merito a possibili comportamenti non rispettosi dell’art. 3 del DL 115 (Aiuti bis), che tra le altre cose ha sospeso fino al 30 aprile 2023 l’efficacia delle clausole contrattuali che consentono alle società di vendita di modificare il prezzo di fornitura.
Federconsumatori Emilia-Romagna, assieme alle strutture territoriali ed in costante contatto con il livello nazionale, è attiva da mesi nel contestare alle aziende fornitrici di energia comportamenti non rispettosi di quel decreto e della legge che lo ha recepito.
Per parte nostra abbiamo contribuito a questo primo esito presentando al Garante i reclami di cittadini della nostra Regione, per i quali le variazioni unilaterali comunicate dalle aziende sono, oltre che ingiuste, insostenibili.
Tra i casi seguiti nei territori quello di un utente che ha ricevuto una disdetta unilaterale il primo giorno dell’attivazione della fornitura e di chi ha ricevuto proposte di aggiornamento prezzo del 600%.
E’ una vicenda che riguarda centinaia di migliaia di cittadini anche nella nostra Regione; Federconsumatori seguirà le evoluzioni di questi e di altri eventuali procedimenti, continuando a collaborare fattivamente con l’Autorità Garante.
Invitiamo infine i cittadini che dovessero ricevere comunicazioni relative a modifiche unilaterali da parte del proprio gestore di energia elettrica e gas, a verificarne la correttezza presso i nostri sportelli.

Bologna, 19 ottobre 2022

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “ S.M.

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#acquazerosprechi2022

Campagna di sensibilizzazione di Federconsumatori Emilia Romagna

Il più grande fiume d’Italia, il Po, è ai minimi storici della sua portata. Gli Appennini sono sgombri da tempo dalla poca neve caduta in inverno, mentre le precipitazioni piovose sono assenti da mesi; una situazione drammatica dal punto di vista idrico è alle porte.
Il settore agricolo è già oggi in difficoltà, e si prospettano mesi drammatici per molte colture e per i raccolti in generale. Una situazione che si ripercuoterà nuovamente sui prezzi al dettaglio, peggiorando ancora la condizione per le famiglie con redditi medio bassi.
Da tempo questa situazione non può più essere definita eccezionale, ma parte di quel rapido cambiamento climatico determinato dai comportamenti insensati dell’uomo e dall’incapacità dei Governi di adottare risposte adeguate. Federconsumatori Emilia-Romagna lancia un appello agli utenti domestici, alle attività economiche, agli Enti pubblici ed al mondo della Scuola perché si affermi un modello di consumo della risorsa idrica attento, responsabile e parsimonioso.
E’ importante che i soggetti pubblici (Regione, Province, Comuni, autorità preposte alla gestione delle acque) si facciano al più presto promotori di iniziative, che coinvolgano le rappresentanze degli utenti, famiglie e imprese, per convergere sull’obiettivo di contenere i consumi in modo sensibile, senza attendere il periodo pre-estivo, come avviene di solito in queste situazioni.
Anche i gestori sono chiamati a un ruolo importante di sensibilizzazione sulla riduzione dei consumi, oltre che ad accelerazione gli interventi sulle perdite della rete idrica, che rimangono a livelli elevatissimi.
Federconsumatori, anche aderendo alla sollecitazione della Regione Emilia-Romagna, lancia fin d’ora la campagna di comunicazione

#acquazerosprechi2022

rivolta ai consumatori, con alcuni semplici ma efficaci consigli per utilizzare correttamente e risparmiare risorsa idrica.


Infine Federconsumatori Emilia Romagna chiede di aprire un confronto a livello regionale e territoriale che metta in campo attività e misure concrete contro gli sprechi, per il contenimento e la valorizzazione della risorsa acqua.

S.M.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “
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Tariffe idriche 2021 in Emilia Romagna: Bologna la meno cara, a Forlì Cesena la spesa più alta. L’indagine di OPTER di Federconsumatori segnala enormi differenze tra le provincie.

In un periodo difficile, nel quale gli aumenti di prezzo stanno incidendo pesantemente sulla condizione delle famiglie, è utile focalizzare l’attenzione sulla spesa per un servizio essenziale, come quello della fornitura idrica, con un confronto tra i comuni capoluogo dell’Emilia Romagna. La formula per la determinazione della tariffa idrica, notevolmente complicata per i non addetti ai lavori, è stabilita da ARERA, che ha anche, dopo un passaggio in ATERSIR, l’ultima parola sulla sua validazione. Sul costo in bolletta per l’utente finale incidono molteplici fattori non immediatamente percepibili dal consumatore, come ad esempio i costi per captazione, i costi di depurazione e gli investimenti, che possono variare in modo significativo da territorio a territorio. Di conseguenza le tariffe, pur rimanendo in un ambito omogeneo come quello regionale, sono sensibilmente differenti. La gestione del servizio idrico, nei capoluoghi della regione, è affidata a IRETI (IREN) lungo l’asse Piacenza Reggio Emilia e a HERA per i restanti comuni; in regione operano anche, per porzioni di territorio più piccole, società di gestione in genere controllate dagli Enti Locali
OPTER, l’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Federconsumatori Emilia Romagna, (fonte dati Atersir, che ringraziamo), ha valutato i costi che hanno sostenuto le famiglie nel 2021, prendendo a riferimento l’utenza domestica “tipo”, vale a dire tre persone con un consumo medio di 150 metri cubi. La città meno cara risulta essere Bologna con una bolletta annua (comprensiva dell’IVA al 10%), di 245 euro, mentre le più onerose sono Forlì e Cesena con 438 euro, il 79% in più di Bologna.
Nella fascia alta anche Parma (426 euro), Rimini (420 euro) e Ferrara (412 euro). Poco al di sotto dei 400 euro Reggio Emilia (389 euro), Piacenza (377 euro) e Ravenna (374 euro). Soltanto la città di Modena ha un dato non lontano da Bologna, con 282 euro di bolletta annua. Nella provincia di Modena, oltre a Hera, opera nell’area di Carpi e Mirandola AIMAG, con costi che per la famiglia tipo hanno raggiunto nel 2021 i 338 euro.
Rispetto al 2020 la percentuale di incremento maggiore si registra a Rimini con +5,8%, mentre gli altri capoluoghi segnano aumenti tra l’1 e il 3%, e le uniche città che segnano un decremento sono Ferrara con -1,7% e Ravenna che piazza un – 7%.
Scomponendo la bolletta, altri dati sono interessanti: i costi di depurazione raggiungono a Forlì Cesena i 125 euro, mentre a Bologna si fermano a 81 euro. Una forbice confermata anche dai costi di fognatura, con Forlì e Cesena a 52 euro, e Bologna a 33 euro. Sono assai diverse, tra le città, le politiche sul costo della materia prima attuate dai gestori: ad esempio la tariffa più bassa per la quota di consumo agevolato la registra Bologna con 0,51 euro al metro cubo, mentre il costo più elevato per la quota di consumo eccedente la segna Ravenna, con 3,66 euro.
Veniamo alla differenza, in ciascuna città, tra il costo della quota agevolata e quella in eccedenza, secondo la logica che a bassi volumi di consumo (generalmente 84 mc/anno) si spende meno, mentre sui volumi più alti il costo si innalza. La città che incentiva maggiormente il risparmio della risorsa è Modena dove 1 mc di agevolata costa 0,58 euro, contro i 2,80 di eccedente, che quindi quintuplica. Stesso discorso per Ravenna, e a seguire per Bologna e Forlì Cesena. Sul versante opposto si colloca Ferrara, dove il consumo agevolato risulta inferiore del solo 30% a quello eccedente: 1,91 euro per il primo e 2,72 per il secondo.
La componente cosiddetta “perequativa” con cui ad esempio si sostiene il bonus idrico per gli utenti in difficoltà economiche, è invece uguale per tutti e vale 9,90 euro all’anno.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “

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Energia, accordo tra Enel/SEN e le Associazioni dei Consumatori per la rateizzazione delle bollette a condizioni più vantaggiose di quelle previste da ARERA.

Federconsumatori ha ottenuto, insieme ad altre associazioni riconosciute dal CNCU, un importante accordo con Enel/ServizioElettricoNazionale affinchè sia possibile per i consumatori rateizzare le bollette fino a 12 mesi.

La Delibera n. 636/2021/R/COM del 30 dicembre 2021 permetteva la rateizzazione, ma a condizioni poco vantaggiose per gli utenti: per accedere alla dilazione del pagamento, infatti, si doveva attendere la scadenza della bolletta non pagandola, poi corrispondere il 50% dell’importo in unica soluzione e, successivamente, rateizzare in 10 mesi il restante 50%. Soluzione che, di fatto, prevede unicamente la rateizzazione dell’aumento, che a gennaio è stato del 55% per l’energia elettrica e del 41,8% per il gas. Tale rateizzazione è consentita per le fatture emesse dal 1° gennaio al 30 aprile 2022.
L’accordo raggiunto con Enel/SEN, invece, permette ai clienti domestici la possibilità di attivare un piano di rateizzo fino a 12 mesi per il pagamento delle bollette luce, con rate di importo costante, senza anticipo e senza rata minima, indipendentemente dall’importo della fattura. Il tutto senza applicazione di interessi di mora o interessi di dilazione.

Enel/Servizio Elettrico Nazionale e Associazioni dei Consumatori si sono impegnate inoltre ad attivare un tavolo di confronto sui temi legati al caro energia.

S.M.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020 “

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Raggiunta l’intesa tra le associazioni dei consumatori e Aimag/Sinergas sulla rateizzazione delle bollette

E’ stata raggiunta una intesa tra le principali Associazioni dei consumatori dell’Emilia Romagna ed il Gruppo Aimag, Società multiservizi operativa nei settori della vendita del gas e dell’energia elettrica (con la controllata Sinergas), nel settore idrico e nella gestione della raccolta, recupero e smaltimento rifiuti. I contenuti dell’intesa, che migliora in modo significativo quanto previsto dal Governo in materia di rateizzazione delle bollette, saranno applicati in tutte le nove Regioni dove Sinergas è operativa, con 230.000 utenze complessive. Le Associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione per i contenuti dell’intesa e per il metodo seguito, basato sull’ascolto reciproco. In un momento di grande difficoltà per tantissime famiglie avere migliorato le regole di Legge sulle rateizzazioni e aver allontanato lo spettro del distacco delle utenze rappresenta un risultato significativo.

Un risultato che si aggiunge alle intese raggiunte nei giorni scorsi con Iren e Hera, che per ora non hanno precedenti al di fuori della nostra Regione.

Ecco i contenuti:

I clienti in difficoltà (utenze domestiche) avranno la possibilità di attivare forme di rateizzazione o piani di rientro prima della scadenza della bolletta (condizione migliorativa rispetto ai provvedimenti del governo che prevede la possibilità di rateizzazione da parte dei clienti inadempienti, quindi a bolletta scaduta).
Per le famiglie con bollette emesse da gennaio, fino a tutto il mese di aprile 2022, Aimag e Sinergas confermano la possibilità di rateizzazione delle bollette in 10 mesi, senza applicazione degli interessi. Migliorando le norme di Legge la prima rata è prevista al 30%, e non al 50%. Qualora la bolletta dovesse essere superiore ai 1000 euro sarà possibile richiedere una rateizzazione che va oltre i 10 mesi, anche qui superando le previsione di Legge. Una condizione che ricorre anche per ciò che riguarda i servizi legati ad acqua e rifiuti, per i quali sarà concessa ai richiedenti la possibilità di dilazione dei pagamenti su 3-4 rate.
Rispetto ai distacchi delle utenze, l’insieme delle garanzie e le rateizzazioni messe in campo, e la possibilità di rinegoziare i piani di rientro in sofferenza, dovrebbero consentire la riduzione ai minimi termini del problema, anche a fronte dei percorsi di dialogo con l’utente moroso ed i tempi lunghi per rendere operativo il distacco.

In ogni caso le parti, Associazioni e Gruppo Aimag, hanno previsto per i prossimi mesi un tavolo di confronto a carattere periodico, nel quale affrontare l’insieme dei temi, e tra questi quello dei distacchi. Le associazioni dei consumatori inoltre, attraverso i canali dedicati da Aimag, avranno la possibilità di offrire agli utenti un servizio di tutela rapido e puntuale.
Infine le Associazioni dei consumatori hanno segnalato ad Aimag la grave condizione economica di diversi soggetti del Terzo Settore, e fra questi i Circoli ricreativi e sportivi. Piegati da due anni di pandemia, con la sospensione e la forte riduzione delle attività, queste importanti realtà rischiano oggi un forte ridimensionamento, in alcuni casi la chiusura. Per questo è necessaria una forte attenzione di tutti rispetto ai maggiori costi energetici che dovranno sostenere questi soggetti. Da parte di Aimag è stata garantita la massima attenzione ad un problema reale, nella volontà assolutamente condivisa di non depauperare il territorio dalla presenza di fondamentali realtà aggregative.
I risultati ottenuti con le aziende rafforzano nel frattempo l’impegno delle associazioni affinché le istituzioni locali, Regione e Comuni, attivino interventi concreti a sostegno dei cittadini e delle famiglie.

Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori, UDICON , Adoc , Cittadinanzattiva ER

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Caro bollette, intesa importante con Hera

Con l’accordo raggiunto con Hera, è in via di completamento il quadro delle tutele per gli utenti delle multiutilities della regione Emilia Romagna. Le Associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione per i contenuti dell’intesa e per il metodo seguito basato sull’ascolto reciproco. In un momento di grande difficoltà per tantissime famiglie avere migliorato le regole di Legge sulle rateizzazioni e aver allontanato lo spettro del distacco delle utenze rappresenta un risultato significativo che, per ora non ha precedenti a livello nazionale.
I clienti in difficoltà hanno la possibilità di attivare forme di rateizzazione o piani di rientro prima della scadenza della bolletta (condizione migliorativa rispetto ai provvedimenti del governo che prevede la possibilità di rateizzazione nei confronti di clienti inadempienti, quindi a bolletta scaduta).
Per le famiglie con bollette emesse nel mese di dicembre 2021 (anche in questo andando oltre quanto previsto dalla normativa) fino a tutto il mese di aprile 2022, Hera conferma la possibilità, di rateizzare le bollette in 10 mesi, senza applicazione degli interessi. Hera conferma inoltre la sua disponibilità a valutare per la prima rata il pagamento pari a un terzo della bolletta (anziché il 50% previsto dalla legge). Per casi particolari (bollette superiori a 1000€), sempre su richiesta del cliente, Hera è disponibile a valutare piani di rateizzazione superiori a 10 mesi, superando pertanto quanto previsto dalla legge.
Questa politica di rateizzazione sarà applicabile anche alle bollette multi servizio (includendo anche i servizi non energy – acqua e rifiuti – in deroga migliorativa della norma).
Le azioni messe in campo a tutela dei clienti, in particolare la concessione di un piano rate, e la possibilità di rinegoziarlo in caso di difficoltà da parte del cliente, rende remota la possibilità di sospensione della fornitura per i clienti virtuosi che hanno la volontà di onorare il debito.
Hera è disponibile a svolgere incontri periodici con le associazioni in cui poter fare il punto della situazione, anche in merito alle evidenze relative all’andamento delle sospensioni

Le associazioni dei consumatori, attraverso i canali dedicati da Hera , avranno la possibilità di offrire agli utenti un servizio di tutela rapido e puntuale.

I risultati ottenuti con le aziende rafforzano nel frattempo l’impegno delle associazioni affinché le istituzioni locali, Regione e Comuni, attivino interventi che allontanino ulteriormente il rischio per le famiglie e gli utenti di rimanere senza forniture di gas e elettricità.

Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori, UDICON , Adoc , Cittadinanzattiva Emilia Romagna

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Caro bollette, raggiunto un importante accordo con IREN per gli utenti in difficoltà

Le principali associazioni dei consumatori dell’Emilia Romagna hanno raggiunto con IREN, cui va dato atto della disponibilità dimostrata, un’importante intesa per agevolare gli utenti in difficoltà nel pagamento delle forniture di gas ed energia elettrica, che hanno subito rincari pesantissimi.
All’emissione della bolletta gli utenti in difficoltà, hanno la possibilità di attivare forme di rateizzazione o di piani di rientro.
Per i clienti con bollette di importi elevati IREN è disponibile a valutare, per la prima rata, il pagamento di un importo non inferire al 30% (anziché il 50% come previsto dalla normativa di legge) e per casi particolari (bollette superiori ai 1.000 €) sempre su richiesta, anche un allungamento del numero di rate, superando il tetto di dieci fissato dalla legge.
Iren è altresì disponibile, previa richiesta da parte dei clienti, a rimodulare piani di rientro/rateizzazioni già in corso, qualora costoro non fossero in grado di rispettare quanto concordato.
Gli strumenti sopra descritti consentiranno agli utenti, che pur in difficoltà economiche abbiano la volontà di onorare il debito, di scongiurare eventuali distacchi della fornitura.
Le Associazioni esprimono soddisfazione per il prima intesa raggiunta in Italia che va oltre gli strumenti di tutela messi in campo dal Governo. Si apre ora una fase di serrati confronti con gli altri operatori presenti sul territorio a partire da Hera, accompagnata da un attento monitoraggio sui distacchi per evitare situazioni di grave disagio sociale. Prosegue nel frattempo l’impegno delle associazioni dei consumatori nei confronti del Governo con strumenti di ulteriore attenuazione nonché verso la Regione i Comuni affinché adottino misure che allontanino ulteriormente lo spettro dei distacchi.

Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori, UDICON , Adoc , Cittadinanzattiva Emilia Romagna

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Telemarketing, cresce in Emilia Romagna lo sciacallaggio nel settore energetico

“Buongiorno, siamo i Fornitori dello Stato, e quindi siamo in grado di ridurle la bolletta del gas, senza bisogno di ISEE o altro. E’ d’accordo a spendere meno?”
“Buongiorno, sono Claudia di Federconsumatori, siccome il 1° febbraio è obbligatorio il passaggio al Mercato libero abbiamo ottenuto per lei una riduzione dei costi di gas e luce del 30%…”
“Buongiorno, la chiamiamo per dirle che da oggi, se vuole, non dovrà pagare più il canone RAI in bolletta. E’ sufficiente aderire alla nostra proposta per un nuovo contratto…”
Più volte Federconsumatori è intervenuta per denunciare il telemarketing selvaggio, che si traduce a volte in vere e proprie truffe, messe in campo da call center per ottenere telefonicamente un passaggio di contratto. Dopo una fase di relativa minore attività di questi soggetti, che frequentemente operano dall’estero, è oggi in corso una recrudescenza che ha portato decine di persone a segnalare alle nostre sedi in regione quanto sta accadendo.
Questi call center operano, nei fatti, nell’impunità. Con un sistema di subappalti si diluisce la responsabilità dei committenti, che ovviamente sono i piccoli e grandi gestori del settore energetico che hanno affidato a qualcuno il compito di raccogliere adesioni contrattuali.
Troppo tempo è stato necessario per giungere, proprio in questi giorni, alla applicazione di nuove regole in materia di telemarketing. Ma allo stesso tempo è forte la delusione per l’insufficienza di queste regole, che non sembrano da sole in grado di arginare abusi e truffe ai danni dei cittadini. Da tempo denunciamo l’insufficiente funzionamento, fino ad oggi, del Registro Pubblico delle opposizioni, mentre le sanzioni comminate (l’ultima a Enel proprio ieri) dal Garante della Privacy, rispetto agli abusi, sono rare e inadeguate alla gravità dei fatti.
Tra le truffate c’è una signora di 92 anni, convinta di avere ricevuto una telefonata da un ufficio statale. C’è un signore davvero convinto di parlare con una Associazione di consumatori. Tanti sono gli anziani che cadono in trappola, ma non sono i soli. Chi risponde “Sì” alla domanda “vuole uno sconto?” deve poi subire lo stress ed i costi per ottenere il ripristino del vecchio contratto, che se è nel mercato libero rischia di essere modificato in peggio.
Che fare, quindi?
Se non si è interessati ad un cambio di contratto troncare le spiegazioni dell’operatore dichiarando la propria indisponibilità riattaccare. A questo punto, quasi sempre, la telefonata viene chiusa.
Se si è stati o si teme di essere stati ingannati contattate le sedi Federconsumatori, per mettere in atto tutte le azioni del caso ed esercitare il diritto di recesso nei 14 giorni previsti dal Codice del Consumo.
Tendenzialmente non sottoscrivere, in questa fase, contratti telefonici. Non farlo mai con soggetti che non dichiarano in apertura il nome dell’azienda per conto della quale stanno chiamando. Un test, come previsto peraltro dal Codice del Consumo, rispetto alla serietà dell’interlocutore è chiedere che la proposta venga inviata per vie postali o mail. Se non sono disponibili sono dei pirati da evitare assolutamente.
Questa è una fase difficilissima per le famiglie e per i cittadini. Le bollette raddoppiano, in tanti si chiedono se saranno in grado di pagarle. E’ inaccettabile che veri e propri sciacalli approfittino sulle paure e tensioni delle persone. Oltre un certo livello non è più marketing, ma truffa. Per questo è necessario denunciare agli Organi preposti, ed è necessario che quegli Organi prendano in considerazione le denunce, che indaghino e puniscano. Per parte nostra, d’ora in poi, faremo i nomi anche dei committenti, che non possono dichiararsi all’oscuro di tutto ciò segnalando anche al Garante della Privacy.

Bologna, 20 gennaio 2022

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CARO BOLLETTE, L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI ALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA


Crescono anche in Emilia Romagna disagi e difficoltà per utenti e famiglie, causate del forte rincaro delle bollette di energia elettrica e gas metano. In bolletta già si riscontrano gli aumenti del luglio scorso, mentre si attendono a breve i fortissimi incrementi di ottobre.
Questa impennata delle tariffe, senza precedenti, colpisce sia gli utenti con contratto a maggiori tutele che quelli nel mercato libero. Anche chi pensava di non essere coinvolto dagli aumenti, avendo siglato nei mesi scorsi un contratto a prezzo bloccato, ora ha la sorpresa di disdette unilaterali da parte dei gestori, con conseguente adeguamento dei prezzi. Anche i costi della mobilità, benzina, gpl, gas metano, stanno mettendo a dura prova tanti bilanci familiari, appesantiti da un livello di inflazione che ha superato il 3%.
Le attese, sia per l’inflazione che per il caro energia, non sono rassicuranti. Per il rallentamento dei prezzi bisognerà attendere, per molti osservatori, almeno la metà del 2022.

Mentre le prospettive dei redditi, in particolare quelli da lavoro dipendente e pensione, rimangono negative, gli aiuti messi in campo dal governo si stanno dimostrando insufficienti. I 4,2 miliardi stanziati per il periodo giugno-dicembre non hanno impedito rincari del 29,3% del gas metano e del 38,9% dell’energia elettrica. I 3,8 miliardi di aiuti previsti del Governo per tutto il 2022, a fronte di ulteriori incrementi dei prezzi ormai dati dati per certi, appaiono purtroppo del tutto insufficienti. Mentre, bene ha fatto l’esecutivo a prorogare di un altro anno (fino 31-12-2023) il passaggio obbligato anche per le famiglie a contratti a “mercato libero”.
Per queste ragioni le Associazioni di Consumatori dell’Emilia Romagna si sono rivolte nelle scorse settimane alla Regione Emilia Romagna per richiedere interventi anche a livello locale.
Due sono le proposte avanzate: la prima è quella di intervenire con un contributo per le fasce di utenti a maggior disagio economico, innalzando la soglia del reddito ISEE (8.265 euro) che permette di sterilizzare gli aumenti; la seconda è quella di intervenire con aiuti mirati per le famiglie che rischiano il distacco delle utenze per morosità incolpevole, in quanto è prevedibile un aumento delle sofferenze di pagamento. La Regione si è riservata una valutazione in merito, tenuto conto del bilancio dell’Ente, pesantemente influenzato dalla lotta alla pandemia.
Stante una situazione così straordinaria le Associazioni dei Consumatori dell’Emilia Romagna rivolgono anche ai Comuni, in sede di predisposizione dei bilanci preventivi, la richiesta di stanziamento di somme adeguate al fine di rispondere alle situazioni di povertà energetica.
Quello che le nostre Associazioni rivolgono alle Istituzioni della nostra Regione è un appello accorato: mai negli ultimi 50 anni si era determinata una situazione così critica per le famiglie. Non è possibile rispondere alle difficoltà economiche e sociali portate dagli effetti della pandemia con strumenti ordinari. E’ necessario un grande sforzo di tutti per aiutare i cittadini e le cittadine della nostra Regione già in difficoltà; ma anche per impedire lo slittamento nell’area della povertà di altre migliaia di famiglie.
Federconsumatori, Adoc
Cittadinanzattiva, Lega Consumatori
Assoconsum, Confconsumatori
Udicon

EMILIA-ROMAGNA
Bologna 16 dicembre 2021

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Energia, mazzata sui consumatori, intervengano anche Regioni e Comuni

Dopo tante ipotesi ieri sera sono stati resi noti i dati di Arera in merito all’impatto degli aumenti del costo di energia e gas: + 29,9% per l’energia elettrica, + 14% per il gas.

Nonostante le risorse messe in campo dal governo per calmierare i prezzi, gli aumenti delle tariffe di gas e energia elettrica, secondo i dati dell’Autorità, peseranno, dal 1 ottobre, per 300 € l’anno sulle famiglie italiane

Si tratta di una vera e propria mazzata che non può essere accettata, sopratutto in un quadro di rincaro generale dei prezzi e di incertezza economica diffusa.

Dovrebbero salvarsi dai rincari solo le utenze che rientrano nei parametri, 8200€ di reddito ISEE, utili per ottenere il Bonus energia.

Va inoltre valutato che le risorse del Governo, ingenti per quanto insufficienti, basteranno solo fino alla fine del 2021.

E dopo?

Pare che l’Unione Europea intenda scendere in campo per un’azione comune di sostegno a cittadini e imprese, che alla luce di questi dati oltre che doverosa pare urgente ed imprescindibile.

Oltre tutto questi aumenti stanno alla base di un concreto rischio inflattivo che non sarà mai recuperato da aumenti di stipendi, pensioni e da redditi autonomi deboli sul mercato.

E’ del tutto evidente che non solo le famiglie già “aiutate” dal bonus e “protette” dalle risorse del governo avranno necessità di diminuire questo impatto, ma anche quelle con redditi che sforano quei limiti ma che rischiano comunque di non farcela e andare ad allargare le file di coloro che saranno costretti a decidere nel prossimo inverno se accendere la luce o riscaldarsi e cadere nella cosiddetta povertà energetica. Si rende inoltre necessaria una revisione delle regole e moratoria della sospensione dell’erogazione di energia e gas in caso di morosità.

Riteniamo perciò che anche le istituzioni locali, Regione e Comuni, debbano mettere in campo delle risorse per scongiurare questo scenario e su questo punto le associazioni dei consumatori chiederanno un confronto urgente.

S.M.

Bologna, 29 settembre 2021

Realizzato con i fondi del Ministero dello sviluppo economico. Riparto 2020

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