Bonus terme, quando e come richiederlo?

Dall’8 novembre 2021, tutti i cittadini (senza limiti di isee) potranno richiedere il bonus terme e prenotare i servizi termali di proprio interesse presso uno stabilimento termale accreditato.

Il bonus terme è stato introdotto dal Ministero dello Sviluppo economico e da Invitalia come misura che mira a sostenere il settore dei servizi termali, un settore particolarmente colpito dall’emergenza Covid; le risorse messe a disposizione per la misura sono pari a 53 milioni di euro e coinvolgeranno quindi circa 250 mila persone

Cos’è

Il bonus terme è un incentivo introdotto dal Ministero dello sviluppo economico e da Invitalia per l’acquisto di servizi termali

Ai fini dell’ammissibilità al beneficio, i servizi termali non devono essere già a carico del Servizio Sanitario Nazionale, di altri enti pubblici

Il Bonus non è cedibile a terzi, né a titolo gratuito né in cambio di un corrispettivo in denaro. Il buono non costituisce reddito imponibile dell’utente e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente – ISEE.

A chi si rivolge

L’incentivo per l’acquisto di servizi termali è rivolto a tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia, senza limiti di ISEE e senza limiti legati al nucleo familiare.

Ciascun cittadino potrà usufruire di un solo bonus, per un solo acquisto, fino a un massimo di 200,00 euro.

Come funziona

Il Bonus consisterà in uno sconto del 100% sul prezzo d’acquisto dei servizi termali prescelti, fino ad un importo massimo di 200 euro. L’incentivo sarà disponibile a partire dalla pubblicazione dell’avviso di apertura delle prenotazioni, che sarà pubblicato sui siti del Ministero e di Invitalia, fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

  • Il cittadino interessato dovrà prenotare i servizi termali presso uno stabilimento termale accreditato di sua scelta.

  • L’elenco degli stabilimenti termali accreditati sarà pubblicato sui siti internet del Ministero e di Invitalia.

  • La prenotazione dovrà essere effettuata presso lo stabilimento termale prescelto, che provvederà a rilasciare l’attestato di prenotazione (l’enco degli stabilimenti accreditati sarà pubblicato sul sito del Ministero dello sviluppo economico e esul sito di invitalia)

  • La prenotazione avrà un termine di validità di 60 giorni dalla sua emissione; i servizi prenotati dovranno essere usufruiti entro tale termine.

  • L’ente termale presso il quale il cittadino ha fruito i servizi termali provvederà a richiedere a Invitalia, mediante apposita piattaforma informatica, il rimborso del valore del buono utilizzato dal cittadino.

  • Ai fini della fruizione del bonus si precisa che per “servizi termali” si intendono le prestazione termali incluse quelle di wellness e beauty erogate da un istituto termale accreditato.

Che caratteristice deve avere lo stabilimento termale accreditato

Il soggetto accreditato è colui che opera nel settore termale e delle acque minerali curative;

è iscritto nel Registro delle imprese con codice Ateco 2007 96.04.20 “Stabilimenti termali”;
si è pre-registrato alla piattaforma on line che verrà aperta da Invitalia il prossimo 28 ottobre.

S.M. 

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Netflix, dal 2 ottobre prezzi più alti per i piani Standard e Premium

Dal 2 ottobre Netflix ha aumentato i prezzi dei suoi abbonamenti. Per i nuovi clienti i rincari riguarderanno, in particolare, due piani: il piano Standard (con visione su 2 schermi contemporaneamente) passa da 11,99 euro a 12,99 euro e quello Premium (con visione su 4 schermi) da 15,99 euro a 17,99 euro. Rimane invece invariato, a 7,99 euro, il piano Base, ossia quello che consente la visione su un solo schermo.

L’aumento dei prezzi riguarderà anche chi già usufruisce della piattaforma. I vecchi clienti inizieranno a ricevere una notifica dal 9 ottobre tramite e-mail e anche all’interno della app, 30 giorni prima 

L’ obiettivo principale – puntualizza un portavoce Netflix – è offrire un’esperienza di intrattenimento che superi le aspettative dei nostri abbonati. Stiamo aggiornando i nostri prezzi per riflettere i miglioramenti che apportiamo al nostro catalogo di film e di show e alla qualità del nostro servizio e, cosa ancora più importante, per continuare a dare più opzioni e portare valore ai nostri abbonati. Proponiamo diversi piani di abbonamento affinché ciascuno possa trovare l’opzione più soddisfacente per le proprie esigenze».

Per la piattaforma di streaming più amata si tratta del terzo aumento da quando è sbarcata sul mercato italiano nel 2015. Il primo rialzo è del 2017 e il secondo è datato giugno 2019. In entrambi i casi non è stata rivista al rialzo la tariffa base, da 7,99 euro al mese (contenuti visibili su uno schermo per volta e senza alta definizione).

S.M.

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Se cerchi in rete un idraulico, elettricista o fabbro: leggi e applica il nostro decalogo

Con preoccupazione le principali Associazioni di Consumatori della nostra Regione assistono da qualche tempo al proliferare degli abusi negli interventi tecnici a domicilio, a partire da quelli urgenti.

Chi non ha un tecnico di fiducia sempre di più si rivolge ad internet, cercando sui motori di ricerca un idraulico, un elettricista o un fabbro. E’ frequente, specie nelle condizioni di massima urgenza, riferirsi al primo soggetto che capita, senza verificare i dati basilari. Nella realtà in molti casi si comunica con call-center di aziende con sede all’estero, che si occupano soltanto di “vendere” l’intervento a dei tecnici in Italia. Un passaggio che non solo gonfia i costi, ma che affida poi a perfetti sconosciuti il compito di effettuare l’intervento. Sconosciuti spesso incompetenti, ed altrettanto spesso spregiudicati, che considerando il cliente solo un pollo da spennare, fanno lievitare i costi a cifre improponibili, anche dieci volte i normali costi. In tutto questo sono soprattutto le donne e gli anziani le vittime di questi abusi organizzati.

Anche per questo Federconsumatori, Adiconsum, Adoc, Cittadinanza Attiva, Lega Consumatori hanno stilato un Decalogo, che diffonderanno tra i cittadini nelle prossime settimane. Un servizio utile, crediamo, per rompere il gioco di chi organizza, gestisce e partecipa ad un sistema per noi inaccettabile.

1. Cerca notizie sul soggetto al quale ti stai rivolgendo. Verifica la qualità delle informazioni fornite dal sito web e leggi le recensioni in rete.

2. Rivolgiti solo a chi indica precisamente la sede aziendale, che deve corrispondere a quanto dichiarato nel sito web. A volte l’idraulico di Modena ha sede in realtà a Parma, e potrebbe chiederti il pagamento del disagio. Se sul sito è indicato solo un numero di cellulare, nessun numero fisso, nessuna sede precisa, meglio continuare la ricerca di un tecnico affidabile.

3. Essere in testa nei motori di ricerca non vuol dire nulla. In generale fai grande attenzione alle sponsorizzate.

4. Se il tuo intervento è complesso non rivolgerti a chi, sul sito, dichiara di fare di tutto (elettricista, idraulico, fabbro, ecc.). Meglio un tecnico specializzato.

5. Quando possibile chiedi un preventivo di costo, in forma scritta, con il dettaglio delle spese che lo compongono, come ad esempio l’eventuale diritto di chiamata. E’ importante sapere che un eventuale diritto di chiamata comprende i costi generali, ad eccezione delle esatte ore o minuti lavorati e dei materiali utilizzati. Se l’intervento è urgente, e non è possibile ottenere un preventivo scritto, chiedi comunque quali sono i possibili costi.

6. Chiedi quante persone verranno a casa tua; spesso vengono inviate più persone solo per far lievitare il costo orario della prestazione.

7. E’ possibile prevedere o controllare l’importo richiesto. Un’ora di lavoro, comprensiva dell’utile d’azienda, va dai 25 ai 30 euro, a meno che non si tratti di un intervento urgente. Sul sito della Camera di Commercio della tua provincia sono elencati anche i prezzi di gran parte dei materiali.

8. Cerca sempre di non essere solo/a in casa. Se non è possibile avvisa familiari o vicini o amici di una possibile chiamata telefonica.

9. Se il conto è eccessivo o molto diverso da quanto comunicato, meglio non pagare subito. Comunque non pagare prima della consegna della fattura. Non litigare mai, ma se i tecnici non si allontanano chiedi aiuto e nel caso contatta le Forze dell’Ordine.

10. Se sei stato raggirato denuncia il tutto alle Forze dell’Ordine e rivolgiti ad un soggetto che ti tuteli, come una Associazione di Consumatori.

Adiconsum Emilia Romagna

Cittadinanzattiva Emilia Romagna

Lega Consumatori Emilia Romagna

Adoc Emilia Romagna

Federconsumatori Emilia Romagna

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Dal 1 settembre è partita la nuova etichetta energetica su lampade e lampadine. Scompaiono A+, A++ e A+++ che vengono sostituite dalla nuova scala da A a G

Da domani arriva la nuova etichetta energetica sulle lampade vendute in tutta la Ue. Il principale cambiamento sarà il superamento delle classi energetiche A+, A++ e A+++ che erano apparse sull’etichetta energetica nel corso degli anni, e avevano reso le informazioni più confuse per i consumatori. L’etichetta energetica che torna alla scala da A a G, commenta l’associazione europea dei consumatori Beuc, rappresenta un grande miglioramento per i consumatori che avranno informazioni più chiare e utili sull’efficienza energetica delle lampade.

[La Guida Enea sull’etichetta energetica]
La Guida Enea sull’etichetta energetica

Etichetta energetica, la scala A-G

La modifica più importante delle nuove etichette è dunque il ritorno alla scala A-G, dal massimo di efficienza energetica al minimo, concepita in modo tale che pochissimi prodotti siano inizialmente in grado di ottenere la classificazione “A”. E questo permetterà di includere in futuro prodotti più efficienti nella classe energetica più elevata.

«Il cambiamento principale è la rimozione delle confuse classi “A+”, “A++” e “A+++” che erano apparse sull’etichetta energetica nel corso degli anni. L’etichetta tornerà alla popolare scala A-G, come richiesto dai gruppi di consumatori», spiega ancora il Beuc.

Questo metodo di misurazione, più rigoroso, «significa che una lampada precedentemente classificata A++ può essere declassata a D, ad esempio, come rilevato dal gruppo di consumatori belga Test Achats. Ciò non significa che la lampada sia diventata meno efficiente. La nuova classifica riflette semplicemente l’attuale stato dell’arte e lascia spazio a futuri prodotti innovativi per la classe A».

Con la nuova etichetta energetica «gli acquirenti ottengono informazioni molto più chiare sulle prestazioni energetiche di lavastoviglie, forni, frigoriferi e schermi Tv, e ora anche sulle lampade – commenta la direttrice dell’associazione dei consumatori europei Beuc Monique Goyens – In un momento in cui cresce la consapevolezza a favore di un consumo più rispettoso dell’ambiente, questa è un’ottima notizia».

[Etichetta energetica UE, da oggi la nuova versione. Ecco le novità]
Etichetta energetica UE, da oggi la nuova versione. Ecco le novità

La nuova etichetta energetica da marzo a oggi

La nuova etichetta energetica ha fatto il suo esordio a marzo di quest’anno. L’applicazione è infatti iniziata da alcune categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici, televisori (e altri monitor esterni).

Da domani, 1° settembre, usciranno invece le nuove etichetta per lampadine e lampade con sorgenti luminose fisse, mentre altri prodotti seguiranno nei prossimi anni. Anche per le lampadine verranno indicati i consumi per 1.000 ore di utilizzo.

L’obiettivo più ambizioso è quello che attende i legislatori nei prossimi due anni. Il progetto, infatti, è quello di estendere la norma ad altre categorie di dispositivi elettronici ed elettrodomestici, inclusi quelli che finora non sono stati inclusi nella classificazione energetica, entro il 2023. A partire dai nuovi dispositivi di comunicazione, come smartphone e tablet, e riproduzione audiovisiva, come le smart TV di ultima generazione e i PC portatili.

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La musica si riorganizza e prova a ripartire

Dopo mesi di annullamenti e tour cancellati, recentemente è stato annunciato che i concerti potranno riprendere finalmente dal vivo. Mascherine, gel disinfettante e distanziamento saranno ancora obbligatori e, nel caso dei concerti, sarà prevista una capienza limitata.

Si può procedere in due modi diversi, a seconda che il concerto sia stato posticipato o cancellato. Se il concerto è stato cancellato definitivamente, senza alcuna possibilità di riprogrammazione futura, il costo del biglietto deve essere restituito da parte dell’ente organizzatore. Invece, se l’evento è stato semplicemente annullato e quindi rinviato a data da destinarsi, non è possibile richiedere la restituzione della somma pagata. È necessario richiedere all’ente organizzatore l’erogazione di un voucher, ovvero un buono dello stesso valore della cifra pagata per l’evento rinviato con il quale procedere all’acquisto di un nuovo biglietto. Il voucher ha una durata di 36 mesi dalla data di emissione. Dunque, per poter ricevere il rimborso della somma versata, bisognerà aspettare la scadenza del voucher in questione, ovvero 3 anni.

Per uleriori informazioni o per segnalare eventuali scorrettezze, puoi rivolgerti alla sede Federconsumatori più vicina a te

S.M.

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Variante delta e nuove restrizioni

DA MODIFICARE PROGETTO COVID ARTICOLI

Il green pass non basta. Anche se in pochi lo sanno, gli Stati membri dell’Unione Europea chiedono quasi sempre almeno un documento aggiuntivo a chi ha intenzione di raggiungerli dalla stessa Unione. E nell’estate della variante Delta, che in molti Paesi (compresa l’Italia) sta facendo rialzare il numero dei contagi, è bene fare attenzione alle restrizioni via via imposte da ogni Stato. Perché alcune di queste – come il coprifuoco o la chiusura di locali e discoteche – possono rovinare, o comunque ridimensionare il divertimento di una vacanza a lungo desiderata. Ma se il Paese verso il quale siamo diretti introduce una nuova restrizione abbiamo diritto a farci restituire il denaro speso per il volo?

Una app per averle tutte. Anzitutto: cosa serve per mettersi in viaggio. Molti viaggiatori pensano che basti il green pass ma non è sempre così. La realtà è che in Europa si procede in ordine sparso. Per questo la Commissione europea ha lanciato a giugno uno strumento prezioso che è Re-Open Eu, una app (ma c’è anche la versione sito web) che riepiloga e soprattutto aggiorna di continuo regole, documenti e restrizioni applicate da tutti i Paesi membri.

La sezione “travel” è quella che, più di tutte, consigliamo di leggere. Perché può riservare qualche sorpresa. Qualche esempio? Per entrare in Spagna bisogna compilare (minori compresi), ma solo a partire dalle 48 ore precedenti il volo, un modulo che alla fine fornisce un Qr code da presentare all’arrivo. Si tratta, in sostanza, di un tracciamento: bisogna indicare il numero di volo, il posto assegnato, dove si soggiornerà. Ma il modulo cambia a seconda del mezzo: uno per chi viaggia in aereo, uno per chi arriva in nave. A quel punto, modulo + green pass danno diritto a controlli più rapidi, nel senso che non bisognerà mostrare il certificato verde.

La Francia non fa il tracciamento ma chiede di firmare un documento in cui si dichiara di non aver avuto sintomi da Covid-19 e di non essere entrati in contatto con persone risultate positive. Niente tracciamento neanche per Svezia e Danimarca. La Grecia, un altro Paese generalmente molto visitato dai nostri connazionali, in aggiunta al certificato verde chiede di compilare il Passenger locator form che serve a tracciare in modo rapido i visitatori in caso di contagio. La stessa misura che applica anche l’Italia. Sia ai turisti stranieri sia ai residenti che rientrano in patria: il form dev’essere compilato e presentato alle autorità italiane su richiesta. Anche altri Paesi chiedono un documento simile: nonostante il tentativo della Commissione di diffondere un formato comune, quasi sempre si tratta di versioni nazionali.

“Il passenger locator form è una forma di tutela dei viaggiatori: nel caso in cui un passeggero che era seduto vicino a noi risultasse positivo, sarà più facile essere contattati e prendere tutte le misure del caso” spiega Maria Pisanò, direttrice del Centro europeo consumatori Italia, ma bisogna fare attenzione, perché “le compagnie aeree non sono obbligate a informare il viaggiatore sui documenti necessari per sbarcare nel Paese di destinazione. A parte i viaggi organizzati, quest’onere rimane in capo al viaggiatore stesso”.

Restrizioni in corsa. Ma la app Re-Open Eu, così come il sito Viaggiare Sicuri, è molto importante anche per verificare quali restrizioni adotta il Paese di destinazione. Una delle novità più importanti è la decisione da parte della Francia di chiedere il green pass persino per entrare in bar, ristoranti, centri commerciali e ospedali. In Portogallo, meta turistica di moltissimi italiani, il governo ha stabilito due livelli di rischio a seconda dei contagi rilevati: nelle aree a livello 1 (rischio molto alto), ad esempio, i supermercati devono chiudere massimo alle 21 nei giorni feriali e massimo alle 19 nel fine settimana; in tutto il territorio lusitano cinema e musei sono aperti al 50% della capienza.

Ma cosa può fare il viaggiatore che abbia già prenotato un viaggio in un Paese che, a ridosso della partenza, abbia applicato delle nuove restrizioni? A meno che lo Stato non vieti l’ingresso persino a chi è dotato di green pass (uno scenario che oggi pare molto lontano), eventuali coprifuoco o chiusure anticipate di locali non costituiscono motivi validi per cancellare una prenotazione e riavere il denaro speso. Delle speranze, però, ci sono: “Considerato il momento delicato, sono molte le compagnie aeree che danno la possibilità di riprenotare il volo, di spostarlo a un’altra data senza penali” continua Maria Pisanò. L’altra faccia della medaglia: ce ne sono anche alcune che non lo consentono nemmeno in caso di quarantena obbligatoria, “perché tecnicamente, la quarantena non è un impedimento oggettivo al raggiungimento di un Paese, è un’interpretazione molto severa ma non illegittima” dice ancora l’esperta. Per evitare sorprese, il consiglio del Centro europeo consumatori è quello di stipulare un’assicurazione ad hoc. Come abbiamo illustrato su Repubblica pochi giorni fa ormai praticamente tutte le compagnie aeree prevedono tariffe che consentono di non perdere il denaro in caso di rinuncia al viaggio. Polizze che, dopo un anno e mezzo di crisi nera del trasporto aereo, si sono trasformate in un vero e proprio business parallelo per i vettori aerei, sia low cost che tradizionali.

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BONUS TV: passaggio agevolato alla nuova tecnologia televisiva

Nei prossimi mesi la tecnologia televisiva sarà progressivamente innovata. Dal 1 settembre 2021, migliorerà la definizione delle immagini, con l’abbandono della codifica MPEG2 a favore della MPEG4; i televisori che ad oggi non permettono di visualizzare i canali in alta definizione (HD) diventeranno obsoleti.

Tra settembre 2021 e giugno 2022 i canali saranno riposizionati sulle diverse frequenze, seguendo un calendario prestabilito: entro il 31 dicembre 2021 Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e le province di Trento e di Bolzano; tra 1 gennaio 2022 e 31 marzo 2022 Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna; tra 1 aprile 2022 e 31 giugno 2022 Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche. Sarà sufficiente risintonizzare il proprio televisore, un’operazione che si avvia semplicemente con il telecomando n pochi passaggi.

Il mese di giugno 2022 segnerà il traguardo della transizione ai nuovi standard televisivi: DVB-T2 ed HEVC. Entro tale data sarebbe opportuno verificare se il proprio televisore è adatto alla ricezione del nuovo segnale, altrimenti acquistare un decoder o un nuovo apparecchio.

Per eseguire tale verifica, è sufficiente sintonizzarsi sui cosiddetti canali “test”, canale 100 per RAI e canale 200 per Mediaset: se si visualizza la scritta “,”Test HEVC Main10” il televisore è adatto al progresso di standard. Altrimenti, una volta ripetuta la prova dopo aver risintonizzato il televisore a scanso di equivoci, è il caso di attivarsi per un adeguamento, ed eventualmente per ottenere le previste agevolazioni (un test rapido è disponibile anche su questo sito).

Già alla fine del 2019, e fino al 2022, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) aveva previsto un bonus del valore massimo di 50€ per l’acquisto di un nuovo televisore che supporti lo standard DVB-T2 o di un decoder per adeguare l’apparecchio già posseduto. L’accesso a questo bonus, tuttavia, è limitato ai nuclei con ISEE fino a 20’000€. Per usufruirne è necessario scaricare dal sito del MISE un apposito modulo di autocertificazione, da presentare al negoziante presso cui si acquista il televisore o il decoder. Il negoziante inserirà il codice fiscale dell’acquirente ed i dati identificativi del prodotto sul sito dell’Agenzia delle Entrate, per recuperare lo sconto applicato sotto forma di credito d’imposta.

La recente novità, contenuta nel Decreto Sostegni, è l’introduzione di un ulteriore bonus TV, denominato bonus “rottamazione TV” per differenziarlo dal precedente, di maggior valore, indipendente dal reddito, eventualmente cumulabile.

I requisiti per poterne beneficiare sono: la rottamazione di un televisore acquistato prima del 22 dicembre del 2018; la regolarità del pagamento del canone RAI (o dell’esenzione per chi ne beneficiasse); l’acquisto di uno dei modelli di televisore previsti dal MISE (l’elenco è consultabile su questo sito).

Il bonus consiste in uno sconto del 20% sul prezzo del nuovo televisore (IVA inclusa) fino ad un massimo di 100€. Si può ottenere lo sconto portando l’apparecchio da rottamare al negozio di acquisto del nuovo televisore oppure in una discarica autorizzata, dove la rottamazione sarà attestata mediante compilazione di un apposito modulo. Ogni utente, identificato con codice fiscale, può usufruire una solo volta del bonus.

Se la disponibilità del recente bonus TV è programmata fino al 31 dicembre 2022, la somma stanziata (250 milioni) potrebbe essere insufficiente per soddisfare tutte le richieste, che, peraltro, ancora non possono essere presentate. Si attende, infatti, la pubblicazione del decreto attuativo dedicato; il bonus sarà a tutti gli effetti disponibile solo trascorsi 14 giorni dalla pubblicazione in G.U., mentre chi si occupa della vendita e dello smaltimento degli apparecchi si organizza e l’Agenzia delle Entrate predispone la piattaforma online per le verifiche. AIRES ed altre associazioni di categoria hanno chiesto un incontro urgente all’Agenzia delle Entrate per definire gli ultimi dettagli.

Ulteriori informazioni sono disponibili ed aggiornate, sul sito dedicato del MISE.

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E.A.

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Prevenzione, cura e riabilitazione: le linee guida del gioco d’azzardo patologico

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato nei giorni scorsi il decreto che adotta le “Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico” che sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Il Decreto prevede che le Regioni possano attuare le disposizioni “favorendo l’integrazione tra i servizi pubblici e le strutture private accreditate, gli enti del Terzo settore e le associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale”. Sempre il Ministro Speranza fa affermato che “La ludopatia è una dipendenza pericolosa che colpisce anche i più giovani. Il primo passo è riconoscerla ma poi è necessario intervenire”.

L’Istituto Superiore di Sanità stima che, in Italia, l’azzardo coinvolga una popolazione di circa 5,2 milioni ‘abitudinari’, di questi circa 1,2 milioni sono considerati problematici.

Come tutte le attività anche il gioco d’azzardo ha subito un duro colpo a causa della pandemia; sono infatti crollate le scommesse di sale slot e bingo di quasi il 50% sia a livello nazionale che in Emilia Romagna. Questo ha significato un risparmio per i cittadini dell’Emilia Romagna di oltre 550 milioni di euro corrispondenti 150 euro pro capite per cittadino.

Alla chiusura della sale dedicate al gioco fisico non è però corrisposto, contrariamente alla aspettative, un aumento del gioco online che è cresciuto meno degli anni precedenti. Questo significa che con un contenimento delle possibilità di gioco si ha una riduzione di un fenomeno che crea tante problematiche a tante persone e famiglie.

Ogni mese sono centinaia le telefonate ricevute dal Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo (TVNGA) – 800 558822 – dell’Istituto Superiore di Sanità. Ma qualcosa è cambiato, infatti se prima della pandemia chiamavano al 50% giocatori e famigliari, durante il lockdown quasi tutte le chiamate sono arrivate da giocatori che chiedevano sostegno, perché stare a casa in una situazione di “reclusione” aveva evidenziato la dipendenza e le crisi di astinenza ma anche le difficoltà di tipo economico.

Mai sottovalutare i problemi derivanti dal gioco d’azzardo. Il Disturbo da gioco d’azzardo (DGA), è una vera e propria patologia che produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti. Può assumere la connotazione di un vero e proprio disturbo psichiatrico ed è una dipendenza patologica.

P.B.

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Successione online e certificati da remoto, Agenzia delle entrate attiva i nuovi servizi

DA MODIFICARE Aumentano le funzionalità digitali per i contribuenti: con il restyling del portale online, gli utenti potranno ora ricevere documenti, consegnare documenti ed effettuare la dichiarazione di successione con la compilazione assistita

Al via tre nuovi servizi sul portale online dell’Agenzia delle Entrate. Gli utenti potranno ora ricevere certificati, consegnare documenti ed effettuare la dichiarazione di successione con la compilazione assistita. I tre nuovi servizi, si legge in una nota, sono parte integrante del piano di evoluzione dell’area riservata del sito internet www.agenziaentrate.gov.it, con l’introduzione di soluzioni che puntano a migliorare e personalizzare l’esperienza di navigazione dei contribuenti.

Indice degli argomenti

Consegnare documenti e chiedere certificati direttamente da casa
Come funzionano i nuovi servizi
Il restyling del sito dell’Agenzia

Consegnare documenti e chiedere certificati direttamente da casa

Il nuovo servizio Consegna documenti ed istanze è accessibile tramite l’area riservata del portale e permette di inviare direttamente online alcune tipologie di documenti e istanze agli uffici delle Entrate, senza recarsi fisicamente ai front-office. Si tratta di un ulteriore servizio che si aggiunge a quelli già disponibili via Web e che consente ai cittadini di inviare documenti e ricevere assistenza, senza dover necessariamente accedere a un ufficio territoriale dell’Agenzia. Inoltre, nella nuova area riservata è stata predisposta una funzionalità dedicata al rilascio dei certificati di attribuzione del codice fiscale e di attribuzione della partita Iva, due certificazioni che fino ad oggi erano rilasciate solo in ufficio, anche tramite servizi agili. Il servizio è molto semplice e consente la rapida generazione, il download e l’eventuale stampa del certificato, in formato originale e in copia conforme.

Attivo anche il nuovo servizio che consente di inviare via web la dichiarazione e la domanda di volture catastali. Per accedere, basta inserire le proprie credenziali: un percorso guidato aiuta l’utente a riempire correttamente i campi, segnalando eventuali errori, mentre una nuova funzionalità permette di importare i dati in possesso dell’Agenzia. Viene inoltre offerto supporto alla compilazione tramite alcuni messaggi che segnalano in tempo reale l’inserimento di dati non corretti o documenti non conformi, sulla base delle informazioni in possesso del Fisco, per supportare il contribuente e aiutarlo a non commettere errori.

Come funzionano i nuovi servizi

I tre nuovi servizi web, specifica l’Agenzia sono “pronti all’uso”: non richiedono, cioè, che venga installato e configurato in remoto alcun software, ma semplicemente che l’utente acceda tramite credenziali Spid, oppure con la propria Cie o la propria Cns, o, se ne è in possesso, con le proprie credenziali Fisconline/Entratel. Nel caso del servizio Consegna documenti e istanze, per esempio, l’utente identificato accede al servizio, dichiara se invia per proprio conto o per conto di altri, conferma i suoi contatti (e-mail e/o telefono), seleziona il tipo di documento o di istanza che vuole inviare, fornendo eventualmente brevi informazioni, individua la struttura destinataria, carica il documento e lo invia. Una volta completati i controlli sui file (antivirus e formato), la procedura genera e rende disponibile in area autenticata la ricevuta.

Il restyling del sito dell’Agenzia

Come accennato, il lancio dei nuovi servizi rientra nel progetto di restyling dell’area riservata del sito delle Entrate, che diventa più semplice da fruire tramite smartphone e tablet. I cittadini potranno personalizzarla, aggiungendo tra i preferiti i servizi più utilizzati, e avvalersi di un nuovo motore di ricerca per trovarli più rapidamente. Una volta effettuato l’accesso, l’area riservata mostra una sezione “In primo piano” con le ultime novità fiscali più importanti e uno spazio in cui è possibile consultare eventuali notifiche personali, come le ricevute relative alla trasmissione di atti, le dichiarazioni, i versamenti e così via, oltre alla possibilità di impostare in brevissimo tempo le informazioni fondamentali del profilo utente (email o Pec, telefono ecc.). L’assistenza online resterà sempre attiva e a portata di mano, per aiutare l’utente a orientarsi tra i vari servizi online

S.M

L.4/2017 annualità 2021

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Estate, viaggi, vacanze e coinquilini a 4 zampe: diritti dei nostri amici animali e doveri di chi ha la fortuna di vivere con loro

L’estate sta arrivando e per il secondo anno le mete nazionali saranno preferite rispetto ai viaggi all’estero anche a causa della pandemia. Questo ha aumentato notevolmente il numero dei consumatori viaggiatori che, restando entro i confini nazionali, sceglieranno di portare in vacanza il loro animale domestico.

Ma quali sono regole,  limiti e attenzioni quando  si viaggia con tutta la famiglia (compresa quella con la coda)?
I diritti del nostro “coinquilino” a 4 zampe durante un viaggio o una vacanza cambiano a seconda di dove ci troviamo e da dove vogliamo andare. Vediamo quindi quali sono tutte le cose che dobbiamo sapere per fare tutto al meglio, nel nostro interesse e anche per i nostri amici. Le norme dell’UE agevolano i viaggi in un altro paese dell’UE (in questo caso i 27 paesi dell’UE + la Norvegia) con il tuo cane, gatto o furetto. Tali norme riguardano anche i viaggi verso l’UE da un paese o un territorio al di fuori dell’UE. Queste norme si applicano ai viaggi privati con animali da compagnia che non comportano un cambiamento di proprietà o una vendita. La prima domanda che dobbiamo porci se ci apprestiamo ad un viaggio con i nostri amici animali è: servono dei documenti e delle specifiche condizioni sanitarie? La risposta è sì, vediamo insieme quali.

Il Passaporto europeo per animali da compagnia è un documento basato su un modello standard dell’UE ed è essenziale per gli spostamenti tra i paesi dell’UE. Contiene una descrizione e i dettagli relativi all’animale da compagnia, compreso il suo codice microchip o tatuaggio, il codice relativo alla vaccinazione antirabbica nonché gli estremi del proprietario e del veterinario che ha rilasciato il passaporto.

E’ fondamentale sottolineare che la vaccinazione antirabbica NON è più obbligatoria in Italia ma è indispensabile per il rilascio del passaporto dell’animale  e spostarsi all’estero. Così come indispensabile è informarsi dal proprio veterinario di fiducia per capire tempi e modi di somministrazione di tale vaccino al nostro animale. Il passaporto europeo per animali da compagnia (per il tuo cane, gatto o furetto) può essere rilasciato da veterinari autorizzati dalle autorità competenti.

Un passaporto per animali da compagnia è valido per tutta la vita, a condizione che la vaccinazione contro la rabbia sia valida. Il Certificato sanitario per animali dell’UE è un altro tipo di documento, che contiene informazioni specifiche sul tuo animale (identità, salute, vaccinazione antirabbica) e si basa su un modello standard dell’UE.

Se viaggi da un paese o da un territorio extra UE, il tuo animale da compagnia deve essere dotato di un certificato sanitario dell’UE rilasciato da un veterinario ufficiale, appartenente al servizio veterinario pubblico del paese di partenza, non più di 10 giorni prima dell’arrivo dell’animale da compagnia nell’UE.

Il certificato è valido per i viaggi tra paesi dell’UE per 4 mesi a decorrere da tale data o fino alla scadenza della vaccinazione antirabbica. In aggiunta, occorre compilare e allegare al certificato sanitario del tuo animale da compagnia una dichiarazione scritta attestante che il viaggio dell’animale non è dovuto a motivi commerciali. Tale dichiarazione è richiesta anche se il tuo animale da compagnia viaggia sotto la responsabilità di una persona da te autorizzata. In questo caso, il tuo animale deve essere ricongiunto con te entro 5 giorni dal tuo trasferimento.

Animali da compagnia che viaggiano senza il loro proprietario

Di norma, gli animali da compagnia devono viaggiare con i proprietari; tuttavia, puoi autorizzare per iscritto un’altra persona ad accompagnare il tuo animale da compagnia in tua vece (cfr. modello dichiarazione scritta qui sopra). In tal caso devi però riunirti con il tuo animale da compagnia entro 5 giorni dal suo trasferimento. Se il tuo animale da compagnia viaggia senza accompagnatore, dovrà rispettare le norme di polizia sanitaria applicabili all’importazione o al commercio di cani, gatti o furetti nell’UE.

Esplorato nel dettaglio l’aspetto documentale per spostarsi in Europa vediamo invece cosa è indispensabile avere se ci muoviamo entro i confini nazionali.

In Italia, dal 2005 il proprietario di un cane “ha l’obbligo di identificarlo con microchip e iscriverlo all’anagrafe canina”. In vacanza occorre portare il libretto sanitario dell’animale domestico. Per i cani é obbligatoria nel libretto l’indicazione del numero identificativo del microchip. Il cane in vacanza deve essere in regola con le vaccinazioni previste dalla normativa italiana. In vacanza l’adempimento a tali obblighi può essere oggetto di controllo anche da parte delle strutture ricettive.

Attualmente in Italia sono obbligatori quattro vaccini per i cani: parvovirosi, cimurro, epatite, leptospirosi.

Alcune strutture ricettive richiedono anche il certificato di buona salute e di avvenuta profilassi da parassiti interni ed esterni. La richiesta è giustificata dall’obbligo anche per l’albergatore di tutelare la salute degli altri ospiti, umani o animali.

Se decidiamo di affrontare un viaggio che prevede un treno, o aereo o autobus è bene sapere che il mezzo pubblico non può vietare il trasporto del nostro amico, noi ovviamente dovremo munirci di un biglietto a testa e in alcuni casi (se richiesto dal vettore) di una museruola o trasportino. Sono esclusi dal pagamento o eventuali divieti i cani per non vedenti o per soccorso pubblico. E’ bene ricordare che possono esserci orari in cui, per sovraffollamento, non è possibile portare con sé animali domestici (soprattutto servizi di trasporto urbano).

Allo stesso modo possono variare le condizioni di trasporto di animali per i taxi. Si consiglia, quindi, alla prenotazione, di precisare alla compagnia di taxi  la presenza di un animale.

Fondamentale, pertanto, verificare le condizioni generali di trasporto del vettore o compagnia di viaggio (aerea, di navigazione, ferroviaria). Le condizioni di trasporto sono parte del contratto di trasporto, pena l’inadempimento del passeggero ed il rischio di sanzioni pecuniarie. Ora molte compagnie aeree consentono la compagnia del cane in vacanza anche in cabina. Certamente il viaggio in aereo sarà più piacevole e sereno per tutti!

La normativa generale e speciale prevede che, come in albergo, anche sul mezzo pubblico il nostro amico non debba arrecare disturbo (oggettivo!) agli altri passeggeri. Se siamo viaggiatori on the road invece l’art. 169 C.d.s. , a garanzia della guida sicura, prevede al sesto comma “… è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida.”

È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo. Il cane non deve essere lasciato incustodito in macchina, tanto in estate quanto in inverno. La Corte di Cassazione ha condannato ai sensi dell’art. 727 c.p. i proprietari di un beagle che era rimasto per troppo tempo solo in macchina. Durante il viaggio, se lungo, proprio per evitare danni alla sua salute, il cane deve poter bere e passeggiare, 

Prima di scegliere la nostra destinazione di viaggio dovremo visionare i regolamenti della struttura di destinazione. La clausola “Animali ammessi”, con distinzione semmai “di piccola taglia” è la prima verifica sulla struttura recettiva. Alberghi, campeggi, appartamenti o case vacanze possono legittimamente rifiutare l’ospitalità agli animali domestici. È un diritto insindacabile dell’esercente porre tale limitazione all’ospitalità. Con il cane in vacanza, quindi, la destinazione deve essere una struttura ricettiva in cui sono ammessi animali della taglia del nostro amico.

E se i nostri animali restano in città? 

Se proprio non possiamo portare con noi il nostro amico una possibilità è ricorrere alle pensioni per animali per la custodia e cura dell’animale che resta in città.

Anche qui la normativa prevede che la struttura abbia degli specifici requisiti, in primis le autorizzazioni sanitarie. La normativa nazionale e locale è a tutela degli animali, ma anche della salute collettiva. Il nostro cane dovrà soggiornare in un box di almeno 4 mq con un’area coperta per la cuccia, dotato di sistema automatico di abbeveraggio. Allo stesso modo ogni struttura deve avere uno spazio al chiuso ed uno all’aperto per il gioco e la passeggiata.

Sempre più diffusa, in alternativa, la figura del dogsitter, persona che si prende cura del nostro amico presso il proprio domicilio. Il dogsitter è responsabile, in solido con il proprietario, per i danni arrecati a terzi dall’animale affidatogli.

Sempre più diffusi i corsi professionali di tecnico dogsitter, anche riconosciuti dalla competente Federazione Italiana Sport Cinofili. I corsi forniscono le competenze per la professione di dogsitter, dogwalker, dog-daycare. Pensione o dogsitter che sia, l’animale deve essere custodito con diligenza. L’affidatario è responsabile nei confronti del proprietario della cura e del benessere dell’animale. Il proprietario deve essere informato di ogni problema di salute del proprio animale.

La Suprema Corte ha stabilito che il custode dell’animale è responsabile anche del suo stato psicologico; corre obbligo di informazione anche della depressione da nostalgia. Il custode dell’animale il cui proprietario sia in vacanza è responsabile anche ai sensi dell’art. 1766 Codice Civile per i danni subiti dall’animale stesso. Senza escludere eventuali responsabilità penali.

Veniamo ora alle note dolenti: ci sono ancora persone che abbandonano i propri animali. Questo triste fenomeno soprattutto estivo non è solo una violazione di leggi etiche e morali, ma è un vero e proprio REATO! 

L’art. 727 del codice penale così recita “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.” 

La Corte di Cassazione ha ritenuto che rientri nella fattispecie dell’abbandono dell’animale domestico anche una condotta di trascuratezza, disinteresse e mancanza di attenzione. Il codice penale, inoltre, punisce anche chi detiene animali domestici in condizioni che contrastino con la natura e generino sofferenze. È stata la legge 189/2004 a introdurre i delitti contro il sentimento per gli animali, a tutela degli stessi amici a quattro zampe, prima ancora che degli amanti degli animali. È stato così introdotto il reato di delitto di uccisione di animali (articolo 544 bis) per cui “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”. 

Ribadiamo quindi che l’abbandono, il maltrattamento e l’uccisione di animali oltre che gesti incivili, sono reati. 

L.L. per Federconsumatori Reggio Emilia.

Realizzato con fondi Ministero sviluppo Economico. Riparto 2020
 
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